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dodici luglio 2001



Ricordi di domani



Mio padre allora aveva incominciato a misurare, nei fatti, la distanza che separa la sfera delle cose reali da quella delle utopie e dei sogni giovanili, che gli apparivano sempre più lontani e sfocati.
Ma con Leonardo e con Manuela, i suoi più cari amici, non parlava quasi mai di questi argomenti, perché non voleva che nascessero discussioni o, addirittura, litigi. Li vedeva così entusiasti, nonostante tutto; così convinti di vivere in un'epoca straordinaria, di progresso e di grandi cambiamenti, e di dover fare la loro parte perché il mondo diventasse perfetto! Non era un cinico (non lo è nemmeno ora); ma lavorando nello studio dell'architetto Michelozzi a costruire case e ville che, loro si, avrebbero cambiato il mondo rendendolo più disordinato e più brutto, si era reso conto di alcune verità, ed era diventato un pò meno ingenuo. Aveva capito che tutto, alla fine, sarebbe rimasto così com'era.
Nonostante i cortei di protesta, le bandiere, gli slogan, e nonostante i titoli a piena pagina dei giornali, che ogni giorno annunciavano almeno un avvenimento di portata storica.
Tutto, in superficie, ribolliva e si agitava in modo convulso; ma dietro al clamore delle dichiarazioni e dei proclami, dietro al frastuono degli scontri di piazza e degli attentati, dietro al sangue delle vittime e all'accavallarsi delle notizie, il vecchio mondo celebrava i suoi riti di sempre e non c'era assolutamente niente che potesse turbarlo, o intralciarlo...
Leonardo e Manuela si sposarono nel mese di luglio del 1971, mentre il centro storico di Genova era sconvolto da una manifestazione di solidarietà a favore del popolo palestinese chiuso in campi di concentramento dagli israeliani e contro la logica di un'unica regia mondiale.
Manifestazione che era sfuggita di mano ai suoi organizzatori e che aveva finito per coinvolgere tutto e tutti: per strada si fronteggiavano aspramente un paio di migliaia di tutori “dell’ordine” e quasi altrettanti manifestanti: c’erano i sindacalisti, gli studenti, i partiti della “vecchia” sinistra e i gruppi e i movimenti della nuova sinistra progressista, le femministe, gli anarchici, gli appassionati di guerriglia urbana e i professionisti degli espropri proletari, che approfittavano di ogni trambusto per spaccare vetrine e saccheggiare supermercati.
Il sindaco, naturalmente, non c'era. La formula di rito venne letta da un suo sostituto, mentre fuori dal palazzo si sentivano urli, scoppi e vere e proprie esplosioni, ed era tornato il buio alle undici di mattina a causa di un'autoblindo della polizia che bruciava giù in strada, colpito da un lanciamissili dell’esercito, e bruciando produceva una nuvola di fumo denso e nero, piú alta delle case che le stavano attorno.
Mio padre e mia madre erano i testimoni dello sposo; per la sposa c'erano il dottor Polibelli e sua moglie. Uscirono attraverso le cantine del palazzo del municipio, in una piazzetta del centro storico invasa dai gas lacrimogeni. Da lì, correndo e piangendo tutte le loro lacrime, raggiunsero le automobili parcheggiate in un'altra piazza dove, in una strana calma irreale vi erano accatastate qualche centinaio di bare vuote, fortunatamente, non era ancora successo niente, e quelle bare restavano impazientemente inutilizzate.
Il pranzo si fece in una trattoria di campagna, con una dozzina di invitati riuniti in un'unica tavolata.
C'erano due donne del collettivo " Lievito e ginestre ", una certa Katia e una certa Corinne che mio padre non conosceva, ma di cui aveva sentito dire da Manuela che vivevano insieme già da un anno, e che erano una coppia felice. Anti-fallocratica e clitoridea. Al momento dei brindisi, Corinne pronunciò, in uno stentato italiano, un breve discorso in cui esaltava i rapporti coniugali di qualsiasi genere, purché sinceri e costruiti su una base autentica di uguaglianza, e augurava agli sposi le solite cose che si augurano in queste circostanze: l'amore, innanzitutto, e poi la salute e il benessere economico...
Katia la guardava e sorrideva. Soltanto una volta si voltò dalla parte di mio padre e arrossì, perché si accorse che la stava osservando.
E poi, c'erano due insegnanti dell'Istituto tecnico "E. Fermi" che a quell'epoca vivevano insieme, in segreto, e che ora sono entrambi defunti. Lei, la professoressa Anna F., era una donna non piú giovane ma ancora piena di vita e di entusiasmi, amante della natura e dell'arte: della poesia, della pittura, della buona musica. Si è uccisa qualche anno fa buttandosi da un quarto piano, dopo aver lasciato l'insegnamento e dopo aver fondato il primo ricovero per gatti randagi della storia di Genova. Anche il suo compagno, l'ingegner Roberto D., era un appassionato di Basquiat e dei Doors; e anche lui ci ha lasciati, all'improvviso e (mio padre dice) senza nemmeno accorgersene...
Tra gli invitati al pranzo di nozze degli amici di mio padre c'era un ex matto di nome Camillo, che per tutta la durata del pranzo continuò a scuotere la testa e a ripetere di tanto in tanto: " Chissà! Forse". A un certo punto il dottor Polibelli gli chiese, anzi gli intimò di spiegare cosa volesse dire con quelle parole e lui, dopo aver spalancato gli occhi ed essersi guardato attorno, sussurrò: "Loro non vorrebbero che io mi sposassi, ma chissà! Forse, un giorno anch'io troverò la mia compagna". Infine, c'era un cugino di Manuela: un certo Carlo, che mio padre conobbe in quella circostanza e che se ne andò a metà del pranzo, senza scusarsi con gli sposi e senza salutare nessuno. Quel campione di buone maniere era un giovane con la barba e i capelli lunghi e vestito in modo stravagante anche per quell'epoca, con una tunica ricamata lunga fino alle caviglie e alcune collane e alcuni ciondoli piuttosto vistosi. Leonardo e Manuela, mio padre non sa perché, avevano molta considerazione per quell'individuo; e lui, che gli stava seduto di fronte, si degnò di spiegargli, rispondendo ad una sua domanda sul significato dei suoi ciondoli, di essere l'apostolo di una nuova religione naturalista, panteista e trascendentalista, disse proprio così, che era nata in California qualche anno prima e che cambiava la vita di chi ne veniva toccato, irradiandola dal l'interno. Una Grande Luce! Quando pronunciò quelle parole, Carlo alzò le mani al celo e fece il gesto di illuminarlo. Alcuni dei ciondoli che mio padre stava osservando, gli disse, servivano a convogliare su chi li portava i flussi cosmici e le radiazioni benefiche degli astri; gli altri erano i contrassegni della Grande Luce e della gerarchia degli Illuminati, cioè dei suoi apostoli...
Dopo il pranzo e mentre aspettavano il caffè' ognuno di loro cercò di prevedere come sarebbe stato il mondo di li a qualche decennio, per intenderci il mondo di oggi. Il dottor Polibelli disse che entro trent'anni nessuno più si sarebbe ricordato degli ospedali psichiatrici, e che non sarebbero più esistite nemmeno le malattie mentali: perché saremmo diventati tutti matti senza rendercene conto, e che la follia sarebbe stata il nostro nuovo modo di essere normali. Inoltre affermò che ci saremmo curati con le ergoterapie e con le ludoterapie, cioè con il lavoro e con gli svaghi del tempo libero". L'ingegner Roberto D., che prima di fare il professore aveva lavorato in un'industria torinese di automobili ed era stato anche sindacalista, fu subito d'accordo con quella previsione. Fra trent'anni, confermò, tutti lavoreranno in modo creativo! Secondo le possibilità e le esigenze di ciascuno. Il lavoro alienato, cioè separato dalla vita, non esisterà piú.
Mio padre si dispiace che sia morto troppo presto, avrebbe potuto constatare di persona il fallimento delle sue convinzioni. Lo ritiene comunque un fortunato!
Anche le femministe erano convinte (ma, come al solito, a parlare fu soltanto Corinne) che l'alienazione e le nevrosi sarebbero scomparse, perché sarebbe scomparsa la fallocrazia che le aveva prodotte. Entro vent'anni o, al massimo, trenta, - disse Corinne, le donne avranno preso il sopravvento in ogni attività umana, e vivremo in una società meno aggressiva, meno competitiva e piú giusta. Gli uomini riconosceranno i vantaggi del nuovo stato di cose e si adatteranno senza troppi problemi. I pochi irriducibili fallocrati verranno curati in cliniche specialistiche. Mio padre ancora oggi si chiede sovente se le due sopravvivono ancora all’inutile non uso del pene.
Anna F., infine, previde un mondo senza più macellerie né macellai e rispettoso di ogni forma di vita, in cui gli uomini e le donne avrebbero rinunciato ad uccidere per mangiare, e sarebbero diventati finalmente e completamente civili. La nostra storia di animali carnivori, disse loro, è una storia di guerre e di sopraffazioni, che se seguisse fino in fondo la sua parabola dovrebbe portarci alla guerra atomica e all'autodistruzione, e che invece terminerà prima. E di questo ne sera davvero convinta. Il suo motto era: l'umanità non si ripeterà, riuscirà a fermarsi davanti all'abisso e a cambiare strada...




Federico Righi




CERTEZZE:


Buoni Pasto: quasi tutti gli uffici hanno già percepito i ticket restaurant, leggi buoni pasto, relativi al mese di maggio.


Integrazione: In quasi tutti gli uffici è stata pagata. Ci risulta comunque che presso alcuni uffici i colleghi non hanno ancora percepito gli arretrati dell'integrazione.
Il problema della non riscossione dell'integrazione arretrata è solo locale.
Sono i vostri uffici che non sbrigano le pratiche necessarie alla corresponsione di quelle risorse.

Per chi si fosse stufato di attendere ulteriormente può scaricare il seguente prestampato, compilarlo e spedirlo con raccomandata a/r ai due enti in indirizzo.
Scarica cliccando
quì.


Stipendio luglio: Sarà corrisposta entro la fine del mese la somma di lire 2.195.000, con la stessa formula precedente della mensilità di giugno.
Gli stipendi saranno regolari, con l'emissione della striscetta e comprensivi degli assegni familiari, a partire dallo stipendio di agosto.


Assegni familiari: E' necessario produrre una richiesta all'ufficio per gli assegni familiari.
Per quelli relativi ai mesi di maggio e giugno 2001, la domanda deve essere compilata in relazione ai redditi del 1999, mentre per il periodo successivo, ovvero luglio 2001 - aprile 2002 i redditi di riferimento sono quelli del 2000.




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